Romy Schneider

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Romy Schneider (23 September 1938 – 29 May 1982) was a film actress born in Vienna who held German and French citizenship. She started her career in the German Heimatfilm genre in the early 1950s when she was 15. From 1955 to 1957 she played the central character of Empress Elisabeth of Austria in the Austrian Sissi trilogy. In 1958 she met Alain Delon and they became engaged; Schneider moved to France where she made successful and critically acclaimed films with some of the most notable film directors of that era. Her engagement to Delon ended in 1963 and Schneider subsequently married twice. The son from her first marriage died in an accident in 1981 when he was 14. In May 1982, aged 43, Schneider was found dead of cardiac arrest in her Paris apartment.

ITA

Romy Schneider, pseudonimo di Rosemarie Magdalena Albach-Retty (Vienna, 23 settembre 1938Parigi, 29 maggio1982), è stata un’attrice tedesca naturalizzata francese.

Nata nella Vienna post-Anschluss, Romy Schneider era figlia della tedesca Magda Schneider e dell’austriaco Wolf Albach-Retty, attori di successo in Austria. Il padre, convinto sostenitore del nazismo, abbandonò la famiglia quando Romy era ancora molto giovane, legandosi a Trude Marlen, una nota attrice austriaca anche lei di fede nazionalsocialista. L’allontanamento del padre portò a un rafforzamento del legame di Romy con la madre e con il fratello minore Wolfi, nato nel 1941. Dopo un periodo trascorso in collegio, in cui dimostrò un certo talento per la pittura, tornò in famiglia a Vienna. La madre nel frattempo aveva contratto un secondo matrimonio con un pasticcere di Colonia, in Germania, dove da quel momento visse la famiglia.

Magda Schneider influenzò fortemente Romy nell’intraprendere la carriera cinematografica, nonostante la figlia non ne fosse convinta. Romy apparve per la prima volta sullo schermo all’età di soli 15 anni, nel film del 1953: Wenn der weiße Flieder wieder blüht (Quando il bianco lillà fiorisce di nuovo). Il suo primo successo lo ottenne però l’anno successivo con L’amore di una grande regina (1954), un film sulla giovinezza della Regina Vittoria, per il quale Romy assunse definitivamente il nome d’arte di Romy Schneider, prendendo quindi il cognome della madre, e non quello del padre, che era Albach-Retty.

Il ruolo della baronessa Lehzen, fedele governante della regina Vittoria, venne interpretato proprio da Magda che ricoprirà il ruolo cinematografico della madre di Romy in diversi film girati dalla stessa Romy durante la prima parte della sua carriera, tra cui i più famosi sono quelli della trilogia di Sissi, dedicati all’imperatrice d’Austria Elisabetta. Prodotti nel triennio 19551957, le pellicole consentirono a Romy di ottenere un’immensa popolarità, grazie alla carica di freschezza, ingenuità ed entusiasmo che l’attrice seppe infondere al personaggio. Ancora oggi i tre film sono riproposti spesso in televisione, a dimostrazione del loro perdurante successo. Per il grande pubblico che ignora le interpretazioni della seconda parte della carriera dell’attrice, Romy Schneider è semplicemente identificata come “Sissi”.

Ai film della trilogia seguirono o si inframmezzarono altri lavori più o meno dello stesso tenore, favole romantiche a lieto fine, o commedie divertenti, in cui l’attrice interpretò sempre la parte della fanciulla pura, onesta e allegra, magari solo sfiorata da tentazioni, come in Eva. Confidenze di una minorenne (1958). Durante questi primi anni di carriera, Romy venne guidata dalla madre nella scelta dei ruoli cinematografici e nella cura della propria immagine, mentre il patrigno ne gestì gli aspetti finanziari.

Ma già alla fine degli anni cinquanta l’attrice iniziò a manifestare una certa insofferenza ai ruoli leggeri fino ad allora ricoperti. Romy rifiutò infatti di girare un quarto film sulla vita di Sissi, già in preparazione. Più tardi confesserà a Karlheinz Böhm, l’attore che interpretava il ruolo di Francesco Giuseppe e con cui rimase sempre in amicizia, di vergognarsi profondamente dei film girati in quel periodo. In una intervista pubblicata in Italia su la Repubblica, Böhm ha anche aggiunto di ritenere che questa insoddisfazione di fondo fosse diventata con il tempo un peso per l’attrice e che abbia contribuito (insieme ad altri fattori molto più determinanti) a condurla all’alcolismo e alla depressione che l’afflissero nell’ultimo periodo della sua vita, prima della tragica fine a soli 44 anni.

La tomba di Romy Schneider.

La vera svolta nella carriera di Romy Schneider avvenne con il film L’amante pura (1958). Durante la lavorazione conobbe Alain Delone con lui ebbe una lunga relazione sentimentale, trasferendosi a Parigi. Da questo momento recitò in film di produzione prevalentemente francese e italiana, come La piscina (1968) di Jacques Deray, La Califfa (1970) di Alberto Bevilacqua, Ludwig (1973) di Luchino Visconti, dove fu una ben diversa Elisabetta di Baviera, e La morte in diretta (1979) di Bertrand Tavernier, distinguendosi per la luminosa bellezza e il temperamento drammatico.

Nel frattempo, dopo la rottura con Delon nel 1964, la vita sentimentale dell’attrice fu tormentata e complicata dal fallimento di due matrimoni, eventi che la portarono a depressione e alcolismo, malgrado la nascita di due figli, David, nato il 3 dicembre 1966 dal primo matrimonio con il regista Harry Meyen, e Sarah, nata il 21 gennaio 1977 dalla seconda unione con Daniel Biasini, un giornalista franco-italiano, e divenuta oggi anch’essa attrice. La fragilità e l’equilibrio emotivo di Romy vennero ulteriormente compromessi dalla scomparsa del primo marito Harry Meyen, impiccatosi con una sciarpa nella sua casa di Amburgo.

Inquietante e toccante, il film Fantasma d’amore (1981) di Dino Risi contiene segni premonitori del tragico epilogo cui l’attrice andò incontro nella vita reale.

Ormai distrutta dall’alcol, dall’asportazione di un rene a causa di un tumore e, soprattutto, dalla tragica scomparsa del quattordicenne figlio David (morto il 5 luglio 1981 dopo essere rimasto infilzato in un cancello che tentava di scavalcare a casa dei nonni), la Schneider fu trovata morta il 29 maggio 1982 nella casa parigina del produttore Laurent Petin, al quale era legata da circa un anno. All’inizio la voce di un suicidio ebbe molta diffusione, ma dopo l’autopsia venne stabilita come causa del decesso un fatale arresto cardiaco.

È sepolta accanto al figlio David, a Boissy-sans-Avoir, un piccolo paese vicino alla capitale francese.

Secondo un articolo del 21 dicembre 2009 del quotidiano tedesco Bild, dal 1976 sino alla morte la Schneider fu vittima di spionaggio da parte della Stasi, i servizi segreti della DDR, per il suo sostegno ad un comitato d’opposizione. In verità era nota la sua generosità e il sostegno che dava a diverse iniziative umanitarie e di beneficenza; aiutò in effetti anche un movimento che si opponeva alla dittatura nella allora DDR.

video link : https://www.youtube.com/watch?v=puA5VvaZHkQ

“In realtà è un lavoro sporco essere attrice di cinema.
Attrice! Dobbiamo dare loro tutto il cuore. E in un altro momento, è tutto passato. Siamo seduti o in piedi, piangiamo, ridiamo. Bisogna lasciarsi andare, a vivere la situazione, se vogliamo farlo è bene. Allo stesso tempo, mantenere le distanze, per non impazzire.
So che posso identificarmi con il personaggio che interpreto.
E ‘come se uno ingoia veleno, che si ci abitua ed è una maledizione allo stesso tempo.” cit. Romy Schneider

video link : https://www.youtube.com/watch?v=PrpxcBniV1I

video link : https://www.youtube.com/watch?v=wYbbWkk12gk

video link : https://www.youtube.com/watch?v=u5xV9lAPzA4

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